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La storia della CEARPES

La comunità salva le vite 

 


I processi inutili la uccidono



CEARPES SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE
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La CEARPES di San Giovanni Teatino (CH), era una Cooperativa Sociale, formata nell'anno 1986, ai sensi della Legge Regionale 63186, operativa nel campo delle attività educative e riabilitative con minori, giovani e adulti con obiettivo di prevenzione e recupero delle manifestazioni di malessere psicologico e sociale.

La cooperativa era iscritta all'Albo Regionale della Cooperazione Sociale ai sensi della legge in corso che attesta il possesso dei requisiti per l'attuazione di attività concernenti a servizi socio-assistenziali e alle  attività di produzione e lavoro per il reinserimento collettivo.
Le attività socio-educative e/o terapeutico - riabilitative che la Onlus CEARPES offriva ai suoi utenti erano di durata temporanea e mutabile, e finalizzate al raggiungimento delle seguenti finalità: potenziare le abilità limitate; accrescere la lista di esperienze di vita; permettere l'espressione del malessere personale e l'acquisizione di una più alta capacità di gestione dello stesso; sperimentare opportunità di sviluppo dal punto di vista cognitivo ed affettivo;

Gli utenti della CEARPES arrivavano da tutta l'Italia e dai Paesi stranieri, e venivano affidati alla struttura da Servizi Sociali del Comune di residenza e/o dal Servizio di Neuropsichiatria del territorio (ASL), dai Tribunali per i Minori di competenza territoriale e dal Ministero di Grazia e Giustizia. Il personale operante in CEARPES era scelto in base alle qualifiche specifiche in base ai servizi forniti e richiesti dalla legge per il trattamento di utenti con handicap e disturbi psichiatrici e tossicodipendenti e veniva assunto nel riguardo dei contratti collettivi di lavoro nazionali.

9 anni di udienze per l'assoluzione con formula piena di 32 imputati da tutti i capi d'accusa. Nel contempo la coop CEARPES — che contava 90 dipendenti, 50 ospiti e 5 milioni di fatturato - è stata azzerata. Oltre 100 famiglie gettate sul lastrico dalla malagiustizia, la cattiva politica e l'eco dei media. A salvaguardia di tutte le vittime viene alla luce ora l'associazione Amici di CEARPES Onlus. La struttura era un punto di riferimento in Italia per l'accoglienza di minori con gravi e gravissimi disagi socio-comportamentali. In pochi giorni era diventata il covo degli orchi, un' associazione a delinquere ed i segni di un calvario giudiziario ed umano durato 9 anni, pure con la completa assoluzione di tutti gli imputati, un errore giudiziario che ha messo in ginocchio 100 famiglie per bene e aumentato a dismisura le difficoltà dei ragazzi ospiti della struttura. i ragazzi e gli operatori sono stati loro, le vittime di una macchina del fango che ha spazzato via la struttura che li ospitava, li ha costretti a tornare al loro disagio, in circostanze percepite come ostili, creando loro ansia e fomentando la sensazione di inadeguatezza e insicurezza che li aveva condotti verso la necessita di un'assistenza. 

Costituita nel 1986, la Cooperativa CEARPES aveva un fatturato iniziale di 120.000.000 di lire (60.000 €), divenuti poi 4 milioni di euro; disponeva di 70 dipendenti con contratto a tempo indeterminato più 40 collaboratori. Presidente della Cooperativa, fino al 2006, era Dominique Quattrocchi. Nel 2007, a seguito di controversie giudiziarie, la CEARPES veniva rilevata dalla Cooperativa LILIUM.



Indice
·        l Le Strutture e le loro caratteristiche
·        2 La Storia
·     2.1 Gli anni 2000. Le vicende giudiziarie
·     2.2 Antefatto
·       2.2.1 2004
·     2.3 Inizio dei contrasti con la Lega delle Cooperative e con la CGIL Abruzzo
·     2.4 2005-2006
·       2.4.1 La denuncia a Franco Leone
·     2.5 La tempestività della Lega Coop e della CGIL Abruzzo
·       2.5.1 Allontanamento dei minori
·     2.6 Il fatto per come lo raccontano i giornali a distanza di circa 2 mesi e mezzo
·     2.7 La Corte d'appello di L'Aquila per i minori
·      2.7.1 A) 29 Novembre 2005 sentenzia che i ragazzi allontanati possono tornare
nella struttura CEARPES
- • 2.7.2 B) La Comunità Esperanza struttura della Società Cooperativa "Ambra" di cui Roberto Mainardi è presidente
·                           2.8 Vessazioni subite
·                           2.9 Le assoluzioni
·                           2.10 Conseguenze e numeri delle summenzionate disavventure giudiziarie
·                           2.11 La storia della Cooperativa CEARPES dalla nascita alle vicende giudiziarie
·      2.11.1 1987-1988
·      2.11.2 1989 - 1990
·      2.11.3 1992-1993
·      2.11.4 1993-1996
·   3 2014 Oggi la CEARPES
·   4 Riflessioni del Prof. Francesco Bruno sulla vicenda CEARPES
·  5 Note
·   6 Bibliografia
·   7 Voci correlate
·   8 Altri progetti
·   9 Collegamenti esterni



1.Le Strutture e le loro caratteristiche
I Centri Accoglienza per minori a rischio "Koinè"e "La Rondine" Erano composti da strutture residenziali ubicate a San Giovanni Teatino (CH) e Vicoli (PE), riservate all'accoglienza, al recupero e al reinserimento collettivo di minori in condizioni di pesante disagio, affidati dal Servizio di Assistenza Sociale dei Comuni di provenienza ovvero dal Ministero di Grazia e Giustizia (in alternativa alla reclusione in istituti penitenziari).
Comunità Terapeutica "Il Mandorlo" Consisteva in una struttura residenziale con contigua azienda agricola, sita in contrada Strepara a Catignano (PE); era rivolta all'accoglienza e al
recupero di giovani tossicodipendenti (tra i quali anche ex detenuti che avevano conseguito il beneficio degli arresti domiciliari ovvero la misura alternativa dell'affidamento in prova al Servizio Sociale), inviati dai Servizi Tossicodipendenze delle ASL territorialmente competenti.
Comunità Terapeutica "Nostos", Comprendeva un complesso a carattere residenziale per minori e giovani affetti da disturbi psichici (ad es. disturbi di personalità, sindromi borderline, disturbi della condotta ecc.), che era ubicata in Sambuceto di S. Giovanni Teatino, Via Verdi n°18: essa era orientata piuttosto ad utenti di sesso maschile, appartenenti alla fascia di età adolescenziale e che, per vari motivi, non potevano disporre di una sufficiente assistenza in famiglia o per i quali era indicato un temporaneo distacco dal nucleo familiare.
2.La Storia

Gli anni 2000
Le vicende giudiziarie
Antefatto
24 novembre 2003

Massimo D'Alema e Livia Turco facevano visita alla sede di CEARPES in San Giovanni Teatino (CH) che da oltre 10 anni ospitava adolescenti con complessità di ordine psichiatrico, familiare e socio-culturale, ma anche tossicodipendenti con patologie croniche o in fase di reinserimento nel mondo del lavoro. Un incontro importante per sottolineare il significato di un tema, quello della droga, che vede impegnata, in prima persona, la stessa Livia Turco.
2004
La Cooperativa CEARPES era oggetto di ripetute ispezioni da parte del Ministero del Lavoro. Nel corso dello stesso anno gli allora dipendenti di CEARPES, almeno 50, scrivevano 3 raccomandate per chiarimenti sui continui controlli che puntualmente bloccano l'attività dell'ufficio. Durante un incontro con il segretario regionale della Cgil Franco Leone, veniva chiesto il tesseramento al sindacato di almeno 30-40 lavoratori, per "risolvere i problemi". Oppure, in alternativa, di assumere il proprio figlio (ottobre 2004). La cooperativa CEARPES non prendeva in considerazione la collaborazione con la cooperativa Ambra di Reggio Emilia per la gestione della RSA De Cesaris in Spoltore (PE) perché gli standard di qualità non apparivano compatibili con quelli della CEARPES. Durante l'anno i dirigenti della Lega chiarivano ai dirigenti della CEARPES: "l'Italia, nel settore sociale, era stata divisa in quattro aree di influenza, in ognuna delle quali agivano delle cooperative capofila alle quali tutte le altre si dovevano adeguare. In Abruzzo era la Cooperativa Ambra ad avere un ruolo dominante".
Essa, peraltro, avrebbe gestito poi anche la comunità Esperanza, senza le autorizzazioni dovute. In quel momento la Lega delle Coop era amministrata da: Vittorio Di Carlo Presidente, Sante Gileno Vicepresidente e Carlo Salvatore componente del direttivo.
2.3 Inizio dei contrasti con la Lega delle Cooperative e con la CGIL Abruzzo
Dominique Quattrocchi, presidente della Soc Coop CEARPES, incontra Franco Leone, segretario generale della CUL regione Abruzzo: Questi richiede tesseramenti e/o l'assunzione del figlio in cambio di un interessamento diretto della vicenda. Il figlio di Franco Leone viene quindi assunto come dipendente su interessamento della Lega Coop. e della stessa CGIL. Successivamente, sempre dallo stesso Leone, viene richiesta un'altra assunzione per la figlia del Sig. Bettoschi Ugo consulente della Lega Coop. 
Sempre dallo stesso Sig. Franco Leone, giunge poi la richiesta, che sarà accolta, di far lavorare il figlio solo mezza giornata, mantenendo comunque l' intera retribuzione. Ottobre
2004 Nuovamente il Sig. Franco Leone dichiarava la necessità di fare tesserare alla Cgil almeno 30-40 dipendenti. La richiesta però non viene accolta dalla cooperativa. Il sig. Franco Leone dichiarava allora: "Vi farò passare guai" perché un azienda senza sindacato non può esistere.
Da Dicembre 2004 a marzo 2005
Nel dicembre 2005 la cooperativa chiedeva l'iscrizione alla Confederazione delle cooperative in Abruzzo e la sua domanda venne accettata.
11 gennaio 2014 L'assessore Antonio Castricone dell'Ente Provinciale di Pescara convocava una riunione con le parte in causa CGIL, Lega Coop e la Cooperativa CEARPES. Durante la riunione I due sindacalista presenti affermavano che era solo rimasto alla dirigenza di lasciare le chiave sul tavolo e di andarsene dalla gestione per i guai che avrebbero passati. Visto il tono della trattativa i soci della cooperativa decidevano di lasciare l'incontro.
 31 gennaio 2005 II presidente della CEARPES denunciava per iscritto, dopo reiterate e disattese richieste di incontro, una singolare ingerenza da parte del sig. Carlo Salvatore, delegato della Lega Coop, sulla gestione anche contabile della cooperativa CEARPES in sede di controllo di questa ultima. Erano invero sorti dei dubbi da parte del Presidente della Cooperativa CEARPES sulla possibile esistenza di un almeno un potenziale conflitto di interessi, da parte del sig. Carlo Salvatore, in quanto egli era anche responsabile del controllo di tutte le cooperative abruzzesi per la Lega Coop. e allo stesso tempo, anche consulente di alcune. Il Sig. Carlo Salvatore era inoltre il direttore della struttura "De Cesaris" gestita dalla cooperativa Ambra, nel comune di Spoltore, nella quale saranno successivamente portati dei ragazzi sottratti alla CEARPES, come vedremo successivamente.
2005-2006
2.4.1 La denuncia a Franco Leone
3 marzo 2005 Dominique Quattrocchi, già Presidente e poi Liquidatore della Società Cooperativa Sociale CEARPES a r.l. ONLUS che, in quanto cooperativa sociale, faceva parte della Lega Cooperative abruzzese, denunciava per minacce ed estorsione Leone Franco, Bettoschi Ugo e Boyer Mario, tutti dirigenti dei Sindacato CGIL Abruzzo e della Provincia di Pescara.
3 marzo 2005 L'assemblea dei soci della CEARPES si riuniva per deliberare la denuncia per minacce ed estorsione nei confronti dei sig.ri Leone Franco, Bettoschi Ugo e Boyer Mario, tutti dirigenti dei sindacato CGIL Abruzzo della Provincia di Pescara. Tutti costoro saranno in seguito denunciati per minacce ed estorsione da Dominique Quattrocchi, Presidente della Società Cooperativa CEARPES in data 3 marzo 2005.

La tempestività della Lega Coop e della CGIL Abruzzo
20 giugno 2005 Il presidente della Lega delle Cooperative Abruzzo Vittorio di Carlo inoltrava la proposta di un commissariamento della gestione della cooperativa CEARPES, da parte di un consiglio di amministrazione che fosse composto da persone indicate dalla sua associazione, "circostanza questa che avrebbe risolto qualunque problema". I soci della CEARPES ribadivano che la cooperativa non era più aderente alla Lega Coop Abruzzo e confermavano il giudizio sulla Cooperativa Ambra di Reggio Emilia di qualità non compatibile nell'intervento socio sanitario. Inoltre i soci CEARPES affermavano di preferire di fare richiesta per procedura concorsuale piuttosto che di continuare ad avere rapporti con l'ambiente della Lega delle Cooperative. Sul giornale "Il Centro" appariva un articolo di Franco Leone, segretario generale della CGIL regione Abruzzo dal titolo: "la nostra denuncia 4 mesi fa". Le stesse dichiarazioni inoltre sarebbero uscite insieme con il primo articolo pubblicato sulla stampa abruzzese il giorno successivo all' intervento dei Carabinieri nei locali della CEARPES, il 18 giugno 2005, a seguito del quale veniva disposto l'allontanamento dalla Cooperativa CEARPES di 4 minori ed il collocamento degli stessi presso la comunità "Casa Esperanza" di Spoltore (PE).

21 giugno 2005 su il Centro compariva un articolo del presidente della Lega Cooperativa Abruzzo Vittorio di Carlo cui titolo espone "CEARPES sospesa in via cautelativa" In realtà la notizia era stata annunciata da un fax mai giunto nella sede della CEARPES. Questa decisione anacronista perchè la cooperativa non più aderente all'associazione dell cooperative.
Il 26 giugno 2005 I lavoratori della CEARPES firmavano una raccomandata indirizzata al segretario nazionale della Cgil Guglielmo Epifani, descrivendo ciò che sta succedendo in Abruzzo. Senza alcuna risposta da parte del segretario nazionale della CGIL.
14 Luglio 2007 La Procura di Pescara, in seguito ad indagini preliminari di CC, con provvedimento in data 14.7.2007 inviava tutti gli atti alla Procura della Repubblica di Chieti per competenza di territorio e per connessione, per i reati di estorsione continuata e di calunnia (quest'ultimo reato per gli stessi fatti, invece qualificati dal querelante come diffamatori).
29 Marzo 2008 La Procura di Chieti iscriveva le sopra narrate notizie di reato in due differenti procedimenti rispettivamente ai n.ri 2687/07 e 3022/05 RGNR. Il procedimento n. 2687/07, relativo ai sig. Franco Leone e Bettoschi per il reato di estorsione continuata. Tale fatto veniva poi archiviato senza alcuna previa indagine istruttoria, con provvedimento del GIP di Chieti del 29.3.2008, nonostante formale opposizione proposta dal denunciante recante anche specifica richiesta di assunzione di testimoni nominativamente indicati e a conoscenza diretta dei fatti denunciati.
Allontanamento dei minori
28 aprile 2005 il comandante della stazione dei Carabinieri di San Giovanni Teatino, Maresciallo Luigi Sicignano, comunicava l'allontanamento di due minori al Tribunale Minorile di Catanzaro, al Tribunale Minorile di Roma, alla Procura della Repubblica di Chieti e ai comandi stazione Carabinieri di Rose, Rosciano e Amatrice.
18 giugno 2005 la Coop. CEARPES era sottoposta a perquisizione su mandato della Procura della Repubblica di Chieti, compiuta dal Comando dei Carabinieri di Rosciano, nelle persone del Maresciallo D'Ambra e dell'appuntato Nitti. Lo stesso giorno, il Comando dei Carabinieri di Rosciano, provvedeva, su indicazione telefonica del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minori dell'Aquila, nella persona della D.ssa Picardi, all'allontanamento di 4 minori per la successiva sistemazione presso la Comunità "Casa Esperanza" di Spoltore (PE). Nessun decreto di allontanamento era mai stato ricevuto dalla Coop. CEARPES per i suddetti 4 minori.
28 giugno 2005 il PM presso il tribunale dei Minorenni di l'Aquila, Dott.ssa Picardi Antonietta, chiedeva l'allontanamento urgente dei minori dalla Comunità CEARPES e il contestuale ricovero dei minorenni in idonea struttura, perché dagli atti sarebbero emersi indizi di colpevolezza a carico di operatori e responsabili della Comunità stessa, per maltrattamenti continuati ed altro in danno dei ragazzi ricoverati.
8 luglio 2005 Il Tribunale Minorile di L'Aquila ai sensi degli artt. 333 e seg. C.C. e 741 CPC., disponeva (presidente Manera ) l'allontanamento dei minori e il contestuale loro ricovero in idonea struttura, sotto il controllo del Servizio Sociale locale con, divieto di consegna dei minori a chiunque senza preventiva autorizzazione del Tribunale medesimo e disponeva altresì la secretazione degli atti, dichiarando il decreto immediatamente esecutivo.
16 novembre 2005 II Presidente della coop. sociale Ambra Roberto Mainardi di Reggio Emilia, scriveva alla Procura della Repubblica graph-numeric ideograph-other; text-justify: inter-ideograph;"> 16 novembre 2005 II Presidente della coop. sociale Ambra Roberto Mainardi di Reggio Emilia, scriveva alla Procura della Repubblica graph-numeric ideograph-other; text-justify: inter-ideograph;"> 16 novembre 2005 II Presidente della coop. sociale Ambra Roberto Mainardi di Reggio Emilia, scriveva alla Procura della Repubblica graph-numeric ideograph-other; text-justify: inter-ideograph;"> 16 novembre 2005 II Presidente della coop. sociale Ambra Roberto Mainardi di Reggio Emilia, scriveva alla Procura della Repubblica graph-numeric ideograph-other; text-justify: inter-ideograph;"> 16 novembre 2005 II Presidente della coop. sociale Ambra Roberto Mainardi di Reggio Emilia, scriveva alla Procura della Repubblica graph-numeric ideograph-other; text-justify: inter-ideograph;"> 16 novembre 2005 II Presidente della coop. sociale Ambra Roberto Mainardi di Reggio Emilia, scriveva alla Procura della Repubblica graph-numeric ideograph-other; text-justify: inter-ideograph;"> 16 novembre 2005 II Presidente della coop. sociale Ambra Roberto Mainardi di Reggio Emilia, scriveva alla Procura della Repubblica graph-numeric ideograph-other; text-justify: inter-ideograph;"> 16 novembre 2005 II Presidente della coop. sociale Ambra Roberto Mainardi di Reggio Emilia, scriveva alla Procura della Repubblica yle3" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0cm; margin-right: 0cm; margin-top: 3.6pt; mso-line-break-override: restrictions; text-align: justify; text-autospace: ideograph-numeric ideograph-other; text-justify: inter-ideograph;"> La vicenda aveva inizio due mesi prima, quando una pattuglia di carabinieri della vicina stazione di Rosciano (Pescara),che fa capo alla Compagnia di Pelille (Pescara), si imbatteva in due ragazzi per le strade di S. Giovanni Mutino. I due rivelavano di essere scappati dalla Comunità CEARPES, dove, da tempo a loro dire, erano vittime di maltrattamenti di ogni tipo e venivano costretti ad assumere forti dosi di psicofarmaci. I carabinieri informavano la Procura della .Repubblica presso il Tribunale per Minorenni dell'Aquila: il P.M. Dott.ssa Antonietta Picardi disponeva l'immediato allontanamento dei due giovani dalla comunità CEARPES.
2.7 La Corte d'appello di L'Aquila per i minori
2.7.1 A) 29 Novembre 2005 sentenzia che i ragazzi allontanati possono tornare nella struttura CEARPES
La Corte d'Appello di L'Aquila per i Minori si pronunciava sul decreto 8/7/2005 del Tribunale Minorile di L'Aquila, impugnato dalla CEARPES, assistita dall'avv. Dante Angiolelli assieme all'avv. Bruno Porreca, già presidente della Corte d'Appello aquilana, con i seguenti esiti: La disposta secretazione degli atti veniva dichiarata totalmente illegittima perché non consentiva alla parte di verificare la sussistenza o meno dei pretesi indizi di reità su cui si fondava l'impugnato decreto. Vi era carenza assoluta di motivazione sul punto della necessità e/o opportunità della disposta secretazione Gli operatori e i responsabili della Comunità si erano sempre comportati correttamente nel superiore interesse delle esigenze e per le necessità terapeutiche ed educative dei ragazzi affidati loro, avevano sempre operato sotto la vigilanza e il controllo di eminenti studiosi, esperti nel campo della neuropsichiatria con risultati positivi. Vi era carenza assoluta di motivazione riguardo la necessità della emissione di provvedimenti cautelari Non si era individuata preventivamente una nuova struttura idonea al nuovo ricovero, col conseguente pericolo di ricovero non idoneo, foriero di danni certi per i minori, che necessitavano di ricovero in struttura socio sanitaria atta a fornire cure e terapie a minori affetti da problemi neuropsichici. L'Ente affidatario del minore non aveva ricevuto notizia del decreto impugnato e non era stato posto in condizione di esercitare la potestà sui minori a loro tutela. In sintesi la Corte d'Appello di L'Aquila, il 29 novembre 2005, sentenziava che i ragazzi allontanati potevano tornane nella struttura Cearpes se avrebbero voluto, ovviamente con le necessarie autorizzazioni da parte di genitori o tutori.
Società Cooperativa "Ambra
2.7.2 B)          La Comunità Esperanza struttura della Società Cooperativa "Ambra" di cui Roberto Mainardi è presidente